CHIANCIANO: NEVER GIVE UP. Maria Luisa Bigai

Infine, ma non certo per importanza, Maria Luisa Bigai, donna eclettica, sempre dedita alla ricerca, pupilla di Camilleri e talentuosa donna di teatro in tutte le sue manifestazioni in Italia e all’estero, anche lei con un invidiabile curriculum di tutto rispetto. Spina dorsale, insieme a Pinuccia, del concorso e del Festival.

A lei la parola.

MARIA LUISA BIGAI

LAURA MASSERA PER ECHIDNA EDITING:

Maria Luisa Bigai

Ciao Maria Luisa, ho letto tante cose di te: che sei docente di discipline teatrali al conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli, che ti sei formata all’Accademia Nazionale d’Arte drammatica Silvio D’Amico di Roma, allieva, attrice e a lungo assistente di Andrea Camilleri e non solo. Citiamo Camilleri perché è quello popolarmente più conosciuto in Italia, ma hai avuto frequentazioni teatrali nazionali e internazionali di altissimo spessore. Sei una viaggiatrice e una ricercatrice, una, direi “spaziatrice” nel senso che ti piace muoverti sia geograficamente sia nella ricerca artistica. Dopo aver letto tutte queste belle cose, molto formali, ti chiedo, puoi, vuoi, darci una breve descrizione della tua vita e di te stessa? O una definizione, decidi tu.

MARIA LUISA BIGAI:

Mah… È sempre difficile, definire e definirsi contengono tra l’altro le parole fine e finire, e a me invece piace muovermi. Forse, direi, Teatrante… in viaggio… so che il termine è stato usato in senso diminutivo, ma rivendico con esso una pratica costante una modalità di approccio e di funzionamento. Un proletariato culturale che usa lo strumento teatro come una chiave inglese o un cacciavite, per aprire o sbloccare meccanismi che non stanno sempre o solo nei velluti e nella polvere di certi edifici, ma che si declina a seconda dei luoghi, delle persone e della possibilità di interagire.

LM

Sei, lo abbiamo detto, una persona eclettica e molto attiva ma qual è la cosa a cui non riusciresti mai a rinunciare tra tutte quelle che fai?

MLB

Quello a cui non potrei mai rinunciare è l’allegria e l’intensità della condivisione. Credo sia una chiave di lettura di quelli che chiami aspetti eclettici della mia vita. Soprattutto di quella artistica. Per questo la didattica il palcoscenico la scrittura non sono per me disgiunti dalla vita ma ne sono uno degli aspetti, una declinazione, un momento, una porzione come di una giornata un’alba o un tramonto.

LM

Entriamo nel merito di Chianciano: come sei arrivata lì?

MLB

Sono arrivata a Chianciano nel 2009 come voce per le letture. Mi chiamò Pinuccia. Mi disse che, per contribuire al nascente concorso, Camilleri aveva suggerito il mio nome perché pensò potessi essere la persona giusta per dare loro una mano, data la mia esperienza trasversale di attrice ma anche nell’ambito letterario e organizzativo. Al festival che dirigevo a Roma avevo tra l’altro già organizzato vari eventi di tematica civile e sociale con particolare amore e attenzione per il femminile.

Maria luisa Bigai al centro – alla sua dx Renza Lana seconda classificata sezione racconto breve. A Sinistra la presentatrice

LM

Cosa ti piace e cosa invece pensi che occorrerebbe migliorare nella manifestazione e nel concorso di Chianciano?

MLB

Come tutte le manifestazioni pubbliche Chianciano è migliorabile certo, e in verità ogni anno è sempre migliorata in qualcosa. Va considerato che l’associazione non è un ente teatrale o letterario e si occupa già di moltissime cose con grande sforzo delle Signore di Chianciano che operano tutte a livello di volontariato. La maggiore miglioriapare sia la capacità che stiamo affinando di lavorare in squadra.

LM

Io lo so, ma vogliamo dire da quanto tempo ti occupi dell’organizzazione del concorso di letteratura di Chianciano?

MLB

Sto collaborando da 10 anni. Prima come voce, ma il colpo di fulmine fu totale con queste straordinarie persone e da allora mi sono occupata di dare una struttura alla manifestazione e ho ideato e sviluppato il format della serata coinvolgendo attori, attrici e personalità perché si sappia sempre di più la bellezza di questa realtà. E da qualche anno sono anche in giuria per la scelta dei testi…

LM

Una domanda che ho posto anche a Lorenzo Degl’Innocenti, molto tecnica forse ma che a noi scrittori sta a cuore: che differenza c’è tra lavorare con delle traduzioni teatrali o con dei testi integri di narrativa?

MLB

La questione non è banale né ovvia.
Esiste il testo ed esiste la circostanza della sua condivisione. Una pagina letteraria è anche bello che uno se la legga da solo. A una premiazione inevitabile è il tema del tempo e della durata. La voce poi induce a una teatralità e questa ha necessità e misure diverse dalla pagina letteraria. Il poeta Orazio poi diceva di scrivere e chiudere per mesi se non per anni una pagina nel cassetto e poi di limare e limare ancora. Si potrebbe anche osservare che voler scrivere e aver bisogno di scrivere non siano automaticamente sinonimo di saperlo fare, all’impronta, su un tema così delicato, e in maniera efficace. Ma non è questo il caso di Chianciano, naturalmente, dove la selezione di frammenti per la serata è puramente contestuale, alla luce dei molti (12 quest’anno) testi segnalati da presentare assieme e in un tempo limitato.

LM

Pensi che una manifestazione come questa aiuti davvero la causa o (sono maligna) pensi che molte persone vengano solo per il Concorso letterario e il conseguente premio?

MLB

Tutte e due le cose.
Il concorso sta venendo sempre più riconosciuto per il suo specifico valore di scrittura terapia, che è il vero scopo del progetto: attraverso lo strumento e l’esercizio della scrittura, operare per il superamento emozionale della esperienza del cancro, diretta o indiretta. Poi accade che uno indichi la luna è qualcuno guardi il dito, perciò, sì, ci sono persone che hanno il cattivo gusto di concorrere fingendosi donne o fingendosi malati o raccontando eventi completamente fuori tema. probabilmente per la speranza di farsi notare in qualche modo da Andrea Camilleri, ma questo non ha che relativa importanza. È un limite individuale di qualche persona inopportuna, non del progetto.

LM

Qual è il regalo più grande che ti ha fatto Chianciano in tutti questi anni e cosa ha apportato al tuo modo di concepire la vita e magari anche l’arte?

MLB

Il regalo più grande che ho ricevuto da questa esperienza è l’incontro con persone uniche e di animo grande. Ho superato molti tabù personali verso la malattia. Le donne hanno risorse che non ci si potrebbe immaginare, a priori.
E quando ho avuto problemi io, mi sono trovata attorniata di amiche vere, di cuori grandi, di anime belle e di persone generose che mi hanno aiutata senza che nemmeno glielo chiedessi. la mia arte non può che essersi abbeverata in tanta umanità e questo, avendomi reso persona migliore, mi ha fatto crescere nel mio rapporto con la pagina e col modo e il senso di cercare di restituirla, di condividerla.

LM

So che hai vinto anche tu premi per la scrittura, che effetto fa trovarsi dall’altra parte?

MLB

Ho avuto dei riconoscimenti per la scrittura e devo dire che nelle premiazioni “veramente” o, meglio dire, esclusivamente letterarie non ho mai trovato quel cuore e quell’attenzione che ricevono le pagine e chi le scrive, a Chianciano.

LM

Quale ruolo preferisci indossare: quello dell’autrice o quello dell’organizzatrice?

MLB

Questa domanda mi fa sorridere poiché il vestito è quello che indosso per partecipare con la stessa trepidazione nuda e autentica a entrambe le situazioni! 

LM

Già questa è una bellissima affermazione carica di forza vitale, ma lasciaci con una frase per il futuro, che per noi donne con diagnosi di carcinoma alla mammella è una parola così importante.

MLB

La malattia è una gran scocciatura! La malattia toglie tempo, lo pretende, toglie mente, toglie e pretende energie… ma è anche una occasione per tornare a se stesse, per rincontrarsi, laddove qualcosa di noi lo avevamo trascurato, ignorato sottovalutato, poco curato…
La malattia ci ricorda la bellezza assoluta della vita e dei momenti condivisi e degli istanti felici.
Quando e finché posso levo il calice e auguro immancabilmente: che sia sempre il penultimo!(mai l’ultimo) dopodiché, se è vero che la vita ha nella sua natura di trasvolare altrove penso che in qualche modo o forma il vero delitto sarebbe non viverla. 
…a me stessa ripeto spesso:never give up!

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