Echidna incontra Dario Buratti alias Colpo Wexler

Oggi intervistiamo Dario Buratti, alias Colpo Wexler per addentrarci sempre più nel significato di realtà virtuale e di come questa possa essere utilizzata per fare arte.

Non vi anticipiamo nulla, leggete l’intervista con noi e deciderete se incuriosirvi oppure no.

Echidna: Come preferisci che ti chiami? Colpo o Dario?

Dario: Come preferisci, Dario va bene.

Echidna: Facciamo Dario, visto che siamo (quasi) fuori dal virtuale e ti chiedo, a tal proposito chi sono Dario e Colpo e che differenza c’è tra l’uno e l’altro senza dilungarti troppo, tanto ti assillerò di domande. Dimmi pure.

Dario: Sono due immagini, l’una è il riflesso dell’altra, in mezzo c’è uno specchio che come una membrana riflette due realtà: Colpo è Dario che è diventato l’immagine nel suo specchio…

Echidna: E si sa che gli specchi riflettono…

Dario: …e siccome oltre quello specchio tutto è possibile…allora lui si è messo a creare nuovi universi. Come diceva Kant “datemi della materia e io con essa costruirò un nuovo mondo”.

Echidna: Be’, ecco, appunto, Colpo per creare universi però, da quello che so, attinge dall’esperienza e dalle conoscenze di Dario, (uccellini dicono che sei architetto, è vero?). Cosa utilizza delle abilità di Dario, il nostro Colpo?

Dario: Ha studiato Scenografia a Brera e da qualche decennio si occupa di creatività digitale.

E Colpo sfrutta questi studi e questa esperienza in un mondo in cui tutto è possibile, a partire dalla mancanza di gravità. Quindi è giusto affermare che Dario lavora solo nei mondi virtuali?

Echidna: ah ecco svelato il mistero.

Dario: Si è giusto…

Echidna: Che tipo di virtuale, solo Second Life o anche altre realtà?

Dario: Second Life è per così dire la piattaforma professionale, tuttavia la vera sperimentazione la sto facendo su Sansar assieme ad altre persone che si occupano di realtà virtuale.

Echidna: Sono stata una volta sola su Sansar ma credo sia troppo pesante per la mia attrezzatura informatica. Quindi andiamo con ordine. Cosa crei in Second Life e che regole ti dai, se ne hai, e qual è il tuo obiettivo primario?

Dario: Su Second Life ho da anni uno showroom in cui vendo edifici ed accessori ma in principal modo realizzo progetti custom, generalmente commerciali. Mi sono specializzato nella realizzazione di negozi e aree di intrattenimento. Realizzo anche regioni intere. Il mio obiettivo primario è quello di raggiungere livelli sempre più alti di professionalità le quali consentono anche di conseguire guadagni più alti.

Echidna: Hai uno stile specifico che rende tuo lavoro riconoscibile al primo colpo d’occhio?

Dario: Si, diciamo stili differenti e a volte ibridi – in generale tutti vicini allo stile minimalista – la sperimentazione è importante. Second Life è interessante anche perché è un laboratorio di linguaggi estetici diversi ovviamente tutti orbitanti attorno al lifestyle dell’avatar.

Echidna: Hai un mentore? Una fonte di ispirazione? Architetti a cui ti ispiri?

Dario: Si diciamo che spesso mi ispiro a edifici esistenti ma tendo sempre a elaborarne la forma per creare qualcosa che esprima me stesso. Sicuramente per quanto concerne il tipo di modulazione degli elementi di alcuni edifici in passato mi sono ispirato a Santiago Calatrava e per quanto riguarda gli ibridi organici adattati a SL (Second Life n.d.r.)  a volte a Zaha Hadid ma anche a molti altri.

Echidna: Cosa concede la realtà virtuale, dal punto di vista artistico, che la realtà reale (scusa il gioco di parole) non concede? Cosa ti diverte tanto nel virtuale?Immagina di doverlo spiegare a chi non ci ha mai messo piede.

Dario: La sua mancanza di inutili costrutti o di vincoli estetici legati al passato — ciò che mi diverte è la possibilità di manipolare lo spazio a mio piacimento e che questo spazio diventi immediatamente qualcosa di “vivibile”

Qualcosa di attivo…qualcosa in cui sviluppare modelli validabili dalla cultura del design e dell’arte in senso completo.

Echidna: Riesci a far apprezzare i tuoi lavori anche fuori dal virtuale?

Dario: Ti rispondo con una domanda: Secondo te il Virtuale ha appeal in certi ambienti della vita reale?

Echidna: Mah forse a chi piace la fantascienza e il fantastico in generale.

Dario: Alla fine dipende da cosa realizzi. Voglio dire: io non produco grafica, fotografia o pittura… io produco spazi di esperienza diretta quindi è essenziale l’esperienza.

Echidna: Parli di esperienza, e qui andiamo quasi sul filosofico: secondo te l’esperienza del virtuale ha valore nella crescita dell’individuo quando l’esperienza reale o no?

Dario: Anche al mondo dell’arte e del design il virtuale piace molto, voglio dire, se realizzo una galleria d’arte questa diventa un’incubatrice di esperienze d’arte il design della struttura è solo una fase; la sua funzione, come nell’architettura reale, è quella di avere una funzione pratica, di avere un uso pratico.

Echidna: Per chi conosce Second Life è chiarissimo, lo è meno per chi non conosce la realtà virtuale

Dario: Certo hai perfettamente ragione. Immaginiamo dunque di poter indossare un visore (in Sansar) e di poter entrare in una galleria d’arte virtuale e partecipare direttamente ad una mostra di Barry William Hale: quella di visitare e partecipare è di fatto un’esperienza del tutto reale. La mia funzione è stata quella di realizzare la struttura e di fare in modo che questa diventi di fatto attiva, la mia creatività si svolgerà anche nell’allestimento della mostra stessa (che per ora è solo un’idea, ma siamo seriamente intenzionati a farla diventare realtà).

Echidna: Bello! molto bello. Parliamo di Colpo un attimo: Colpo ha una vita su Second Life indipendente dal lavoro di Dario o è solo uno strumento?

Dario: Colpo è un solitario creativo che gestisce il proprio ruolo solo a livello professionale – la gente mi conosce come builder e io interpreto il builder, non ho più vita sociale…

Su Sansar è diverso.

Echidna: Raccontaci di Sansar.

Dario: Sansar la uso come piattaforma accreditata a sostituire alcune funzioni “reali”. La settimana scorsa ho avuto una riunione con persone non frequentatrici dei mondi virtuali proprio in Sansar quindi invece della call in Skype abbiamo parlato di lavoro seduti su comode poltroncine nella art factory che sto per presentare.

Non faccio follie sui mondi virtuali. Quando ero più giovane era diverso

Echidna: Art Factory su Sansar, dico bene?

Dario: Sì, DOGMA Vr Factory

Echidna: vedrò di reinstallare Sansar e di cercarti, ma l’ho trovato molto difficile.

Dario: Ci vuole una macchina mediamente potente.

Lì stiamo facendo cose interessanti, o meglio, che secondo me sono interessanti.

Echidna: Parli sempre al plurale quando citi Sansar, perché?

Dario: Perché siamo in quattro.

Echidna: Per utilizzare Sansar è necessario un visore?

Dario: No, puoi entrare anche via desktop come SL.

Echidna: Ma immagino sia molto diverso.

Dario: Estremamente diverso, assolutamente iper realistico e credibile.

Echidna: Non si rischia di alienarsi del tutto dalla realtà?

Dario: Cosa intendi per alienarsi? Da quale realtà?

Echidna: Di diventare schiavi della vita virtuale rispetto a quella reale * rido * appunto.

Dario: Tu dici di passare da uno stato di schiavismo ad un altro?

Echidna sorride.

Dario: Esatto so che comprendi perfettamente cosa intendo.

Echidna: Spieghiamolo a chi ci legge.

Dario: Che io sono di Milano ma non mi alzo la mattina alle 7:00 per prendere la metropolitana e arrivare trafelato in ufficio, per passare 8 ore di lavoro e tornare a casa, cenare, guardare la TV e andare a letto per 280 giorni identici all’anno; non avendo il problema di andare in ufficio mi sono trasferito in costiera amalfitana. Qui mi alzo anche alle 5:30, lavoro a progetti creativi che mi soddisfano, verso le 14:30 esco e vado nei boschi fino a raggiungere la vetta delle colline e lì mi fermo a osservare il golfo di Salerno

Echidna: questa la chiamo libertà.

Dario: Poi torno, metto il visore, e studio come potrebbe venire allestita la mostra di Barry William Hale che se riusciamo useremo come mostra pilota nella nuova factory sperando che vada tutto bene e che questo possa piacere alla gente. E che un giorno tutto ciò che facciamo possa essere riconosciuto da qualcuno come esteticamente pregevole.

Echidna: Dici “piacere alla gente”, ti chiedo, quale gente? Quella che frequenta Sansar e basta o credi che possa esserci un ponte col mondo esterno?

Dario: No non conto sulla popolazione di Sansar, conto sul portare gente esterna, semplicemente gente interessata alla realtà virtuale e all’arte in Virtual Reality.

Echidna: Questo mi interessa trasmettere: si può fare arte nella realtà virtuale perché consente modi e sistemi che il reale non consente, quindi può essere un’arte che va oltre, non tangibile forse ma estremamente affascinante, è così?

Dario: In realtà io intendo fare esporre solo artisti reali o fare esposizioni di design multipiattaforma. Ad esempio lo stesso prodotto di design può essere presentato in Real Life, o stampato con stampanti 3D o visto sul web come presentazione social o in Realtà Virtuale. La parte virtuale è lo spazio della factory.

Echidna: Coinvolgere il mondo esterno quindi in qualche modo.

Dario: Sì, certo Stex Auer uno dei miei collaboratori nonché amici ed è il fondatore di un gruppo di guru digitali (i digital guys) che operano all’interno del mondo del design e delle nuove tecnologie a Milano.

Echidna: Ah però!

Dario: Gianluigi Perrone invece è un regista che fa cinema in Realtà Virtuale a Pechino ed è la persona che ha ispirato il modello estetico della factory scrivendo un libro intitolato Realtà Virtuale in cui esprime in modo assolutamente nuovo e puntuale il tema dell’immersività.

Echidna: Interessantissimo.

Dario: Si vero… sono persone assolutamente illuminanti.

Echidna: Bene, le ultime due o tre domande poi ti libero.Pensi che pian piano lascerai Second Life?

Dario: Questa è solo una questione legata al vil danaro. Su SL si lavora benissimo e il trend di sviluppo è indubbiamente in crescita. Mi piacciono le nuove esperienze ed eventualmente quando saranno maturi i tempi magari semplicemente passerò su altre piattaforme. Premesso che Second Life è una pietra miliare per tutte le piattaforme in realtà virtuale

Echidna: Usi blender o qualcosa di più sofisticato per creare le tue opere?

Dario: Uso Blender per la modellazione e gli editor interni ai mondi virtuali – L’editor di SL su SL, quello di Sansar su Sansar, e Unity su Sinespace quando capita

Echidna: quello di SL è un po’ datato ormai…

Dario: Quello di SL è una bestemmia dal punto di vista della modellazione , tuttavia siccome ci vuole una competenza specifica per averci a che fare, è richiesta la presenza di chi ci ha speso lacrime e sangue per inventare procedure di lavorazione.

È una piattaforma empirica.

Echidna ride.

Dario: Ma la sua forma empirica è una matrice. Per tutti i mondi virtuali di fatto si tratta di creatività empirica

Echidna: Ti chiederei se hai progetti futuri ma credo che quello di Sansar sia già un progettone quindi ti vedremo lì.

Dario: Sì, certo quello è il progetto dei prossimi mesi, credo sia un buon esperimento poi vedremo.

Echidna: Be’, siamo curiosi, ti ricontatteremo magari più avanti così ci dirai.

Dario: Ma certo volentieri.

Echidna: Grazie intanto e buona serata.

Ecco il portfolio di Colpo Wexler: https://www.flickr.com/photos/colpowexler/

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