Lo Stato di Dio di Silvia Di Giacomo


Ho avuto l’onore e il piacere immensi di leggere questo testo in una sorta di “anteprima” dal titolo discutibile ma, mi dicono, imprescindibile: 2031. Amore peccaminoso, pubblicato dall’autrice in altra collana e con altre caratteristiche.

Certo, dal punto di vista del mercato editoriale il titolo è azzeccatissimo, dovrebbe portare (ma questo solo l’editore ce lo potrebbe confermare) a molte vendite. E se lo meriterebbe, nonostante questo titolo che io continuo a ritenere inopportuno.

Non tanto per il titolo in sé, quanto perché stride in modo clamoroso con la densità umana di questa narrazione.

Partiamo dal principio. Silvia Di Giacomo nasce come Leonarda Morsi e come scrittrice di erotici. Ora, io vorrei evitare di aprire una lunghissima e oziosa  parentesi sul mondo della narrativa erotica contemporanea, semplicemente fidatevi di me, del fatto che qualcosina ne so e che posso senza nessuna esitazione sostenere che la scrittura di Leonarda è toccata dal divino, anche nell’erotico.

Ma 2031 non era nato come erotico. Era nato come romanzo distopico in cui si inserivano, necessariamente, vista la trama, anche storie d’amore e di erotismo; ma per il semplice fatto che l’erotismo è parte integrante della nostra vita, come lo è mangiare, respirare, pensare, esistere.

L’editoria contemporanea però ha bisogno di argomenti convincenti per lettori che per lo più sono (o sono ritenuti) sciocchi e/o allocchi. Quindi questo libro ibrido, un po’ distopico, un po’ erotico, non avrebbe trovato collocazione.

Dunque è stata fatta una doppia operazione: da un lato 2031. Amore peccaminoso, di Leonarda Morsi, edito da Pizzo Nero, e dall’altra Lo Stato di Dio, di Silvia Di Giacomo, edito da Foschi.

Mentre nel primo i personaggi, grazie alla maestria di Leonarda, sono profondamente tridimensionali, e le caratteristiche psicologiche si giocano su piani diversi che si completano a vicenda come i pezzi di un puzzle, nel secondo, la parte politica, sociale e distopica ha molto più spazio ed è molto meglio organizzata e sviluppata.

In breve, per quanto mi riguarda, sarei stata più felice se Lo Stato di Dio avesse potuto godere di tutti questi elementi insieme, avrei preferito che l’editore avesse puntato su un pubblico di lettori più consapevoli, meno sciocchi, più esigenti, più colti e intelligenti. Almeno abbastanza da comprendere quello che Silvia ci propone.

Ma veniamo al libro (e, perdonatemi, ma io mi riferisco, da ora in poi, ad entrambi i testi come fossero uno).

Abbiamo detto che è una distopia, quello che non abbiamo detto, ma che si evince da parte del titolo della prima versione, è che è una distopia costruita su un futuro veramente prossimo.

È una distopia che spaventa proprio perché parte da presupposti reali, già esistenti e che viviamo ogni giorno nel quotidiano. Mentre lo si legge non si può fare a meno di pensare che potrebbe accadere veramente e questo pensiero non molla il lettore mai, lo tiene inchiodato lì, con quel terrore, fino all’ultima pagina.

Davvero pensiamo che non sarebbe possibile immaginare un’Europa con le periferie trasformate in favelas che servono da rifugio a una quantità di migranti che i vari Stati europei non saranno più in grado di integrare e gestire?

Davvero pensiamo che l’Italia, cattolica, bigotta e ancora fascista (sì, ancora fascista) non potrebbe reagire con un colpo di Stato organizzato dalle falangi più potenti e sotterranee della Chiesa?

In questo quadro si muovono alcuni meravigliosi personaggi che vivono storie d’amore rese praticamente impossibili dalle nuove leggi pontificie.

Ci sono momenti cupi, un cui torna alla memoria, come un rigurgito di sottofondo, la triste storia della Valery di V per Vendetta, giusto un attimo, quel tanto che basta per farvi capire quale brutto clima si respira in questa realtà immaginata da Silvia e davvero poco, pochissimo, distante dalla concreta possibilità di realizzarsi.

Qui mi occorre fare una precisazione, il consulente legale di Silvia che è stato suo consulente per poter costruire una realtà giuridica credibile, ci rassicura che in Italia, con la splendida Costituzione che ci hanno regalato uomini di cultura e spessore come temo non ne avremo

mai più, tutto quello che Silvia prospetta sarebbe praticamente impossibile. Quindi tranquillizzatevi. Voi. Se ce la fate. Io rimango dell’idea che tutto quello che Silvia ha scritto potrebbe accadere da un momento all’altro, nonostante le rassicurazioni del suo consulente.

Potrei a questo punto fare un cenno ai vari personaggi, che sono tanti e tutti interessanti e funzionali allo sviluppo della trama, ma lo trovo inutile. Inutile perché spero che chi mi legge in questo momento abbia l’apertura mentale necessaria a immaginare coppie gay, coppie miste, coppie con separazioni e divorzi alle spalle, l’immaginazione per supporre che possano nascere fortissimi legami di amicizia e supporto tra genti di diverse nazioni e culture. Scopriteli da soli i personaggi, sarà più divertente.

Quello che colpisce di questa storia, come già detto, è più che altro la assoluta plausibilità, ma non solo.

Ho apprezzato molto, e mi ha quasi divertita, questa specie di legge del contrappasso per cui milioni di italiani che ad oggi criticano aspramente il mondo arabo in quanto incapace di separare lo Stato dalla Religione, sarebbero (e sono sicura che lo sarebbero davvero) capaci di accettare le stesse condizioni di abolizione della laicità dello Stato e della libertà della persona purché questo avvenga sotto una bandiera religiosa che considerano accettabile.

È assurdo, verosimile e terrificante.

Ed è coraggioso. Silvia ha messo in campo temi scottantissimi. Questo libro meriterebbe molta attenzione e parecchio successo, meriterebbe di essere letto da tutti, di essere letto nelle scuole, di essere regalato alle biblioteche. La gente deve capire cosa stiamo rischiando, quale potrebbe essere una delle possibili conseguenze dei nostri atteggiamenti di chiusura e di ancoraggio a retaggi medievali, oscurantisti, e, permettetemi, trogloditi, come la religione.

Brava Silvia!

E brava Leonarda!